Aspetto Che Si Spenga La Luce
Italian pop · in italiano · 4:55 · voto del pubblico 6,0 · nata il 19 agosto 2026
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Il testo
Ha ventisette anni
ed e' tornato a casa a febbraio
Non ha spiegato niente
e io non ho chiesto niente
Ha portato su due borse
e ha richiuso la sua porta
E da sei mesi io vivo
con un uomo che non conosco
Mangia quando non ci sono
e lava i piatti di notte
Lo sento camminare sopra
la mia testa alle tre
E sotto la sua porta
c'e' una riga di luce
Che io guardo dal corridoio come una scema
Aspetto che si spenga la luce
e poi vado a dormire
Non e' una preghiera e non e'
un controllo e' quello che posso fare
Non gli chiedo piu' com'e' andata
e non gli chiedo di parlare
Gli lascio il pane sul tavolo
e la porta senza chiave
E resto in piedi nel corridoio
finche' non diventa buio
Perche' finche' c'e' quella riga vuol dire
che e' ancora qui
Le mie amiche mi dicono che devo parlargli
Che a un certo punto
una madre deve entrare e dire
Io ho provato a marzo
e lui mi ha detto sto bene
E l'ha detto in un modo
che non si puo' descrivere
Aspetto che si spenga la luce
e poi vado a dormire
Non e' una preghiera e non e'
un controllo e' quello che posso fare
Non gli chiedo piu' com'e' andata
e non gli chiedo di parlare
Gli lascio il pane sul tavolo
e la porta senza chiave
E resto in piedi nel corridoio
finche' non diventa buio
Perche' finche' c'e' quella riga vuol dire
che e' ancora qui
Suo padre dice che deve svegliarsi
e trovare un lavoro
Suo padre non e' mai stato
in corridoio alle tre di notte
Non e' cattivo e' che gli uomini vogliono
che le cose si risolvano
E questa non e' una cosa
che si risolve dicendola forte
Io lo so cosa succede
perche' e' successo a mia madre
Con mio fratello nel settantanove
e nessuno diceva la parola
Lui ne e' uscito a trent'anni
e adesso ha una vita intera
E non ne parliamo mai
perche' non serve piu' a niente
Aspetto che si spenga la luce
e poi vado a dormire
Non e' una preghiera e non e'
un controllo e' quello che posso fare
Non gli chiedo piu' com'e' andata
e non gli chiedo di parlare
Gli lascio il pane sul tavolo
e la porta senza chiave
E resto in piedi nel corridoio
finche' non diventa buio
Perche' finche' c'e' quella riga vuol dire
che e' ancora qui
A giugno la luce si e'
spenta alle undici e mezza
Mi sono messa a piangere
in cucina come una stupida
Il giorno dopo era di
nuovo accesa fino alle quattro
E ho imparato a non farne un segnale
e a non contare i giorni
Si conta una notte per volta
e non si conta niente altro
Canzone originale di ORBITA24: testo, musica e voce sono creati in studio con l'intelligenza artificiale e vanno in onda solo qui.