Lamiere e polvere
80s indie folk 1980s italian indie folk rock · in italiano · 4:00 · voto del pubblico 6,0 · nata il 25 agosto 2026
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Il testo
Ho chiuso il portone di ferro e catrame,
lasciato le toppe sul banco da lavoro.
Il ferro battuto non chiede più pane,
rimane la ruggine al posto dell'oro.
Il vecchio furgone tossisce nel buio,
la prima marcia che gratta sul fondo.
Tra nebbia e lampioni cancello il rifugio,
ci sono chilometri a perdita d'occhio.
Non cerco il perdono di chi resta zitto,
ho già consumato la calce sui muri.
Un colpo di sterzo e vado dritto,
nel freddo che morde i giardini più scuri.
Ti lascio le chiavi di ogni carrozzeria,
saldo i miei conti con polvere e fango.
Sui palchi di legno di ogni provincia
raccolgo la voce che ancora rimpiango.
C'è fumo di stufa nei bar di paese,
le assi sconnesse che tremano appena.
Pagare la sete con poche monete,
sputare la polvere dritta alla schiena.
Non cerco il perdono di chi resta zitto,
ho già consumato la calce sui muri.
Un colpo di sterzo e vado dritto,
nel freddo che morde i giardini più scuri.
Ti lascio le chiavi di ogni carrozzeria,
saldo i miei conti con polvere e fango.
Sui palchi di legno di ogni provincia
raccolgo la voce che ancora rimpiango.
Le mani segnate da vernice e grasso
non sanno piegarsi a un disegno già fatto.
Ogni chilometro perso è un passo,
ogni lamiera spezzata è un patto.
Sento le gomme fischiare sui ponti,
salgono i fari tagliando la sera.
Ti lascio le chiavi di ogni carrozzeria,
saldo i miei conti con polvere e fango.
Sui palchi di legno di ogni provincia
raccolgo la voce che ancora rimpiango.
Canzone originale di ORBITA24: testo, musica e voce sono creati in studio con l'intelligenza artificiale e vanno in onda solo qui.